
Fondata nel 2014, Leovì è una realtà produttiva moderna e audace. Un progetto nato dalla visione condivisa di Vincenzo Leo e Annarosa Pierri, coppia nella vita e nel lavoro: imprenditore lui, avvocato lei. Insieme uniscono competenze diverse e complementari, dando vita a una viticoltura attenta alla qualità, al territorio e all’innovazione.
L’azienda si sviluppa tra la tenuta di San Pietro Vernotico e i vigneti di Cellino San Marco, in provincia di Brindisi. In contrada Cantamessa, Leovì si estende su 30 ettari, di cui 10 dedicati ai vigneti di Primitivo, Negroamaro e Susumaniello, mentre la restante superficie è destinata a uliveto.


Chi siamo
“Fare, saper fare, saper far fare, far sapere” (Angelo Gaja) è il leitmotiv di Vincenzo e Annarosa.
Il cambiamento è un processo lento e graduale che richiede competenza, determinazione e anche un pizzico di follia. Si parte con l’azione iniziale, si sviluppa con l’abilità e la capacità di trasferire il proprio know-how.
Attenzione e cura è dedicata al rispetto e alla tutela dei terreni e delle vigne. Fare vino vuol dire anche valorizzare un patrimonio inestimabile di ecosistemi e di biodiversità diventandone custodi.
Valori
Rispetto
Costanza
Determinazione
Filosofia produttiva






Coltiviamo emozioni che sfidano il tempo, contando sul lavoro di donne e uomini appassionati.

“Agli intenditori e ai winelover vogliamo far conoscere e apprezzare la nostra idea di vino nel calice.
Abbiamo abbracciato una proposta moderna, sganciata dagli stili più tradizionali, a volte vintage; desideriamo, a modo nostro, portare una ventata di freschezza e originalità, valorizzando il gusto, il design e il packaging.
Il taglio scelto è audace, attuale e minimalista, siamo meticolosi. La passione ci emoziona, ci guida, è un fremito che scuote e agita l’animo, se ben incanalata questa energia può far fare cose e intraprendere strade prima mai immaginate!"
V.L.
Vincenzo
Leo
Annarosa
Pierri
“Faraglione racconta il nostro modo di intendere la viticoltura: rispetto per la terra, rigore nelle scelte e apertura all’innovazione.”
A.P.









